Le opere

(da Monica Argiolas – La Donazione Bolano: studio, catalogazione e metodi – in
SPAZIO BOLANO DALLE FORME ALL’ANIMA – ed. Immagine, 2023, pag. 68-72)

La Donazione Bolano consta di trentotto opere d’arte realizzate dall’artista in un arco cronologico che va dagli anni ’70 al 2019: di queste, dieci opere risalgono agli anni ’70; cinque agli anni ’80; una agli anni ’90; ventidue agli anni 10′ del 2000.
Si tratta di pitture su ceramica o su materiale refrattario, che raccontano in maniera rappresentativa una parte importante della produzione di Bolano in ambito ceramico.

Sono ventidue piatti in terra bianca o rossa, dodici pannelli in terra refrattaria, un pannello in terra rossa, due vasi e una scultura in terra rossa.

La prevalenza di grandi piatti, di diametro compreso tra i 40 e i 90 cm, può essere spiegata dall’amore dell’artista per la linea curva: propria del corpo della donna, dei massi di granito, del sole e delle barche, motivi assai ricorrenti che traducono nella sua produzione artistica le linee sinuose dell’isola.
Bolano non amava dare alle sue opere titoli esatti; pertanto, in alcuni casi assegnava loro dei titoli generici legati al soggetto raffigurato, e, in altri casi, numerava le sue creazioni, che prontamente fotografava, riportando accanto alla dicitura Piatto semplicemente il numero dato dal file creato dalla macchina fotografica digitale.
Le ceramiche appartenenti alla Donazione testimoniano il passaggio dell’artista dal figurativo ad una pittura astratta dalla forte impronta espressionistica, ed il suo profondo legame con la storia e con la natura del territorio elbano.

L’avvicinamento di Italo Bolano alla ceramica avviene all’inizio degli anni ’70. L’artista conduce le sue prime sperimentazioni in questo senso all’interno del laboratorio ceramico dello scultore e ceramista Dino Bencini a Prato.
Per qualche decennio frequenta varie fabbriche nella zona di Sesto Fiorentino, tra cui la fornace Ceramiche Monica di Aldo Guasti, che diventerà suo collaboratore e amico, e la fornace Bitossi, una delle poche rimaste in Italia ad utilizzare ancora metodi di cottura tradizionale a carbon coke che permettevano di raggiungere temperature superiori ai 1000 gradi.
A partire dal 2007, e fino alla fine della sua produzione artistica, Italo Bolano realizza i suoi lavori all’interno del laboratorio ceramico di Marco Tombelli a Montelupo Fiorentino (profilo instagram https://www.instagram.com/ceramichetombelli_/), in cui crea gran parte delle sue
ceramiche parietali e monumentali. La ceramica conduce la sua pittura a risultati altamente evocativi: tramite l’azione del fuoco sugli smalti e sulle cristalline colorate, Bolano riesce a riprodurre sulle sue opere la trasparenza del mare, la luce mediterranea e i colori della natura. Inoltre, essendo la ceramica un materiale resistente agli agenti atmosferici, gli permette di portare la sua pittura all’esterno, in un dialogo costante tra arte, architettura e paesaggio.
Questo connubio si concretizza nell’International Art Center (oggi Open Air Museo), fondato dall’artista nell’antico vigneto di famiglia nelle campagne di Portoferraio: un museo a cielo aperto dove le sue grandi ceramiche vivono in armonia con la natura.
(omissis)
Le trentotto opere della Donazione sono state suddivise in quattro sezioni, che testimoniano altrettante linee tematiche care all’artista.

La 1° sezione è relativa a uno dei suoi soggetti prediletti, il più felice, quello in cui il suo animo trova la pienezza: la Donna Isola. Di questa sezione fanno parte sei ceramiche (nn. 1-6), afferenti a un arco cronologico che va dagli anni ’70 al 2018.

La 2° sezione, Isola d’Elba, è dedicata alla sua isola natale, di cui Bolano offre la sua intima interpretazione, legata a ricordi ed emozioni personali; comprende quattro piatti ceramici (nn. 7-10) e sei pannelli in terra refrattaria (nn. 11-16).

Nella 3° sezione, indicata col titolo Colore, materia, gesto, trova spazio la vasta produzione astratta dell’artista, che si esprime tramite le potenzialità emotive del colore, la tensione energetica del gesto e la tangibilità della materia. Essa comprende quattordici piatti in terra bianca o rossa (nn. 17-30), tre pannelli (nn. 31-33) e due opere tridimensionali (nn. 34-35).

La 4° sezione, infine, Personaggi storici, è dedicata all’ultima opera realizzata dall’artista, il trittico Cosimo I, Giorgio Vasari e Benvenuto Cellini (nn. 36-38), personaggi fortemente legati alla storia di Portoferraio.

All’interno di ogni singola sezione il criterio di ordinamento scelto è stato quello della successione cronologica. All’interno di due sezioni (Isola d’Elba e Astratti) è stato ritenuto opportuno suddividere ulteriormente le opere in sotto-sezioni in base al formato utilizzato dall’artista (piatti, pannelli e sculture).

Ad ogni sezione è qui dedicata una scheda così strutturata: ― didascalie delle opere, con titoli derivanti dagli atti di donazione, date di realizzazione, spesso al decennio e misure altezza x larghezza x profondità; ― un testo storico-critico che descrive e analizza le opere da un punto di vista sia stilistico che materiale; ― dati, allo stato delle ricerche, su mostre e bibliografia delle opere. Come previsto dal progetto, per ogni singola opera è stata creata una scheda OA ottemperando agli standard previsti dall’ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione – Ministero della Cultura) tramite l’utilizzo della piattaforma SIGECweb.
Le schede delle opere sono dunque pubblicate sul Catalogo Generale dei Beni Culturali, al fine di permettere un’accessibilità più ampia possibile al pubblico, ed un accesso facilitato alle informazioni relative alle opere, consultabili gratuitamente online.

Le opere - spazio in completamento -

(Nota: vengono qui inserite tutte le 38 opere donate da Italo Bolano. Nell’allestimento attuale dello Spazio Bolano 11 opere non sono presenti e attualmente sono ricoverate nei depositi Comunali, in attesa di una nuova collocazione in un apposito spazio predisposto all’Open Air Museum Italo Bolano.)

Schede a cura di Monica Argiolas – La Donazione Bolano: studio, catalogazione e metodi – in SPAZIO BOLANO DALLE FORME ALL’ANIMA – ed. Immagine, 2023, pag. 68-72) foto R.Ridi